Elena Santarelli racconta la malattia del figlio: “Giacomo non ha la leucemia, un altro tumore”

Elena Santarelli, con discrezione e dolore, ha raccontato in diverse occasioni sui social della malattia del figlio. Ha fatto sapere quello che stava accadendo nella sua vita decidendo però sempre di tutelare il figlio e tutta la sua famiglia.

3601485_1148_elena_santarelli_figlio_malatoIl suo impegno come mamma e come donna è stato apprezzato da tutti i follower che le hanno dato il loro sostegno ed espresso la loro vicinanza. La discrezione della showgirl è stata anche nello scegliere di non dire con precisione cosa avesse il piccolo Giacomo Corradi, ma proprio poco fa su Instagram ha deciso di smentire la notizia che più si stava diffondendo nelle ultime settimane. Il primogenito avuto con il calciatore non sarebbe malato di leucemia: «Giacomo non ha la leucemia, un altro tumore», spiega in una stories. La Santarelli racconta ancora una volta del suo dolore e chiede rispetto.
Nell’ultimo post su Instagram Elena aveva condiviso una foto con un uovo di Pasqua dell’ Heal, “l’Heal Onlus, fondata da famiglie di bambini colpiti da tumori cerebrali e da medici, infermieri e biologi che quotidianamente operano a favore della cura e della ricerca nell’ambito della neuro-oncologia pediatrica”. La Santarelli ha chiesto che venga sostenuta questo tipo di ricerca per tutti i bambini e le famiglie che lottano contro questo tipo di malattie.

Un donatore di midollo per Lara: il web si mobilita per aiutarla

Trovare un donatore di midollo compatibile in tempi record. E’ una corsa contro il tempo quella intrapresa da persone comuni, giornalisti, parlamentari, personaggi dello spettacolo che hanno lanciato una campagna su Twitter per salvare Lara Casalotti.

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Con l’hashtag #match4Lara si cerca di aiutare una ragazza italo-thailandese di 24 anni, cresciuta a Londra. La giovane è affetta da una leucemia mieloide acuta che senza un trapianto le lascerà soltanto poche settimane di vita. Lara fin da giovanissima si è occupata di migranti e diritti umani per l’Onu e organizzazioni no profit come Asylos e Human Right Watch, in Inghilterra e in giro per il mondo. La ricerca è complicata dato le origini miste della ragazza. Il suo unico fratello si è rivelato incompatibile. La mobilitazione, tuttavia, sta dando i primi frutti: in un solo giorno, la fondazione Anthony Nolan ha raccolto migliaia di iscrizioni.