Lory Del Santo, in lacrime, per la perdita del figlio Conor: “Mi ha dato tante emozioni”

«Cerco di non guardare mai queste immagini, perché questo bambino era così bravo, intelligente, mi faceva ridere, era così talentuoso, cantava come il padre».
Lory Del Santo ha scelto Domenica Live per commentare il film “Life in 12 bars”, in cui Eric Clapton ha parlato anche della loro storia d’amore e della tragedia di loro figlio, Conor, morto ad appena quattro anni e mezzo, cadendo da una finestra dell’appartamento al cinquantatreesimo piano di un grattacielo in cui vivevano.

3585891_1948_lory_del_santo_eric_clapton_conor«Eric mi ha dato tante emozioni positive, mi ha fatto anche soffrire a volte, avevo paura di sbagliare, di toccare qualcosa che non andava, stavo sempre molto attenta. Lui nel film dice una cosa un po’ scorretta: io non sono rimasta incinta così per caso, mi ha accompagnata lui dal medico perché mi togliesse la protezione che avevo in modo da poter cercare di avere un figlio. A Natale lui era entrato un po’ in crisi, non sapevo di essere incinta, l’ho scoperto perché stavo malissimo, lui era già andato via, mentre mi chiedevo come sarebbe stata la mia vita, è tornato… Era pieno di emozioni e non sapeva come affrontare tutto quanto. In questi momenti una donna deve essere molto forte, non deve pretendere».
Il ricordo di Conor è violento, ancora troppo doloroso. Lory Del Santo cerca di trattenere le emozioni ma la voce, inevitabilmente, si spezza.
«Non è stata colpa mia, se lo fosse stata, non so se sarei riuscita a superare questa cosa. Io badavo molto a evitare ogni rischio, poi ci sono persone ignoranti che comunque…».
È sul ricordo, straziante, dell’ultimo messaggio del bimbo che scendono le lacrime
«Siamo rientrati da New York con il bimbo in aereo non più vivente e aspettavamo giorno del funerale, quella mattina ci siamo ritrovati vicino a un tavolo ed è arrivata una lettera rossa. Mi sono ricordata che Conor, nell’attesa che lui arrivasse a New York, l’aveva voluta scrivere, aveva scritto I Love You, lo aveva fatto proprio lui, glielo avevo insegnato lui. Io sono rimasta pietrificata. Vai al funerale di una persona che ti dice che ti ama».
La commozione è troppa per andare avanti. Così, altri racconti di Conor ed Eric Clapton sono rimandati alla prossima puntata.
«Ho tante cose belle da dire», sottolinea Lory Del Santo, nel tentativo di allontanare, ancora una volta, almeno per un po’, quel dolore.

Lo strazio dell’ultima chiamata: «Sto per andare in cielo, vi aiuterò da lì»

CAMPOSAMPIERO (PADOVA) «Miracolo al ventesimo piano», titola The Sun pubblicando le foto sorridenti di Tazmin e Malek Belkadi, sorelline di 6 e 10 anni trovate incredibilmente vive all’ospedale. Ma la speranza non è riuscita a salire tre rampe di scale più su: mentre la tragica conta delle vittime è arrivata a 17, con il timore che alla fine possa superare perfino quota cento, rimangono nella lista dei dispersi Gloria Trevisan e Marco Gottardi, i giovani fidanzati e architetti veneti che abitavano al ventitreesimo della Grenfell Tower.

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«Purtroppo non ci sono motivi per sperare che siano ancora vivi», fanno sapere Manuela e Loris, la madre e il padre della 26enne di Camposampiero, straziati dall’ascolto delle cinque drammatiche telefonate ricevute dalla ragazza la notte dell’incendio, con le sue ultime e atroci parole: «Mamma, papà, mi sono resa conto che sto morendo…».
È la lacerante consapevolezza di Gloria, quella che esce dalla memoria del cellulare di Loris Trevisan. Del resto che stesse per morire gliel’ha detto proprio lei, la 26enne che tre mesi fa aveva lasciato il Veneto con i suoi lavoretti precari da 300 euro, per trasferirsi a Londra a vedere riconosciuto il proprio talento con uno stipendio mensile di 1.800 sterline («Ma io dico: come è possibile che in Italia un giovane per lavorare deve andare all’estero?», si indigna il genitore, prendendosela con «lo Stato»).
Soldi con cui sostenere la famiglia, una preoccupazione che ha accompagnato Gloria fino alla fine: «Sto per andare in cielo e da lassù vi aiuterò…».
Mamma e papà con gli occhi guardano sgomenti le immagini del grattacielo inghiottito dal fuoco, mentre con le orecchie ascoltano impotenti l’addio alla vita della loro figlia: «Grazie per quello che avete fatto per me…».
C’è solo amore, negli ultimi pensieri di Gloria.