Francesca Cipriani, calcio nei genitali all’ex fidanzato tronista: la rissa dopo l’sms di un’altra

Sotto i riflettori sì, ma quelli della giustizia. Per la pupa Francesca Cipriani e il tronista Marco Pavanello, ex fidanzati, l’appuntamento ieri mattina era in una delle aule del tribunale di Rovigo, dove il giovane atestino deve rispondere dell’accusa di stalking.

francymarco-defaultMa in aula l’avvenente soubrette di 34 anni, venuta alla ribalta grazie al Grande Fratello, non c’era. In queste settimane si sta dedicando a un altro reality show: l’Isola dei Famosi, vestendo i panni della naufraga in un’isola selvaggia dell’Honduras. In tribunale sono comparsi invece tre testimoni, interrogati dal giudice Laura Contini per fare chiarezza sugli episodi di stalking contestati al 32enne originario di Este, ex corteggiatore nella trasmissione Uomini e Donne, condotta da Maria De Filippi.
LA LITE
A far scattare la denuncia e il processo penale è stato un litigio, successo il giorno di Pasqua del 2014, quando le due star del piccolo schermo erano alloggiati in un appartamento di Saletto, sopra al locale Il Trono. Mentre Pavanello era sotto la doccia, alla sua ragazza era caduto l’occhio su un messaggio inviato poco prima da un’altra donna. Quell’sms aveva scatenato la gelosia della Cipriani, tanto che fra i due era scoppiata una lite. La soubrette sostiene infatti di essere stata picchiata dal partner, che l’ha colpita con calci e pugni procurandole vistosi ematomi. La ragazza, infatti, era finita all’ospedale, dove i medici le avevano dato 8 giorni di prognosi. Nel tentativo di difendersi, la Cipriani avrebbe sferrato un calcio al suo aggressore, all’altezza dei genitali.

Vittima di un pedofilo da bambino, a 23 anni accoltella l’orco. Era l’allenatore di calcio

La vittima di alcuni episodi di pedofilia, subiti quando era ancora minorenne, ha accoltellato, la notte scorsa, il presunto «orco»: l’episodio è avvenuto poco dopo mezzanotte, a San Vito al Tagliamento (Pordenone). Il ferito, che ha 48 anni, è ricoverato in ospedale a San Vito al Tagliamento in prognosi riservata. L’aggressore, che ha 23 anni, è stato immediatamente fermato dai Carabinieri della Compagnia di Pordenone, ai quali si è costituito un’ora dopo l’accoltellamento.

3364199_1356_pordenone_vittima_pedofiloLa persona in fin di vita per essere stata è un medico, ex allenatore di calcio giovanile. Il professionista – stando a quanto trapelato finora – alcuni anni fa aveva dato ospitalità al ragazzo fino a quando la madre del giovane lo aveva accusato di episodi di molestie sessuali verso il figlio. Il processo nei confronti del medico, che ha sempre respinto le accuse, anche nel periodo in cui, la scorsa primavera, era finito agli arresti domiciliari, è tuttora in corso. Le indagini sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, che si occupa delle indagini relative all’adescamento di minori via internet. Nei computer del professionista, a casa e al lavoro, erano state trovate immagini pedopornografiche di cui, però, l’uomo aveva sempre negato la paternità.
Il medico aggredito è stato sottoposto a un intervento chirurgico di urgenza finalizzato a fermare una vasta emorragia. Successivamente il professionista ha subito un secondo intervento al temine del quale il quadro clinico – hanno riferito i sanitari dell’ospedale di San Vito al Tagliamento, dove è ricoverato – sembra essersi stabilizzato. La prognosi resta strettamente riservata. Quanto alla situazione giudiziaria dell’uomo, la scorsa primavera era stato posto agli arresti domiciliari, periodo durante il quale era stato sospeso in via cautelare dalla direzione dell’Azienda per l’assistenza sanitaria di Pordenone. Il provvedimento di sospensione, però, fu reso inefficace dalle disposizioni del giudice che consentì al medico di svolgere la propria attività professionale seppure nel regime di arresti domiciliari. Alcune settimane più tardi il medesimo giudice aveva revocato le restrizioni della libertà personale in attesa del processo.