Conoscete quest’uomo? È un gigolò che truffa le donne su internet

Lorenzo, Giovanni e tanti altri nomi per un uomo che ha raggirato e truffato decine di donne dopo aver dichiarato loro il suo amore. “Chi l’ha Visto?” racconta la storia di una delle vittime, una 55enne di Bologna, che ha conosciuto su una chat un uomo che diceva di chiamarsi Lorenzo Wagner, di essere proprietario di un agriturismo e di essere politicamente attivo nella Lega Nord. Tanti i video – messaggi, mostrati in diretta, in cui si dice innamorato e desideroso di incontrarla.

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La donna decide dopo molto di incontrare il suo corteggiatore a Bologna, dove viene convinta a prestargli 10 mila euro con la scusa di un investimento vantaggioso. Non lo vedrà mai più, ma ricorda di un particolare video in cui le aveva parlato di un suo agriturismo. Si tratta di Villa Silvana, che in realtà non gli appartiene e che inoltre è stata al centro di un’altra truffa ad opera di Lorenzo Wagner, scappato via dopo un mese e mezzo di soggiorno e senza aver pagato.
Il modus operandi di questo “gigolò” è sempre lo stesso e prevede grandi parole d’amore dirette alla preda del momento.

Lite in diretta tv tra Barbara D’Urso e Ludwig Koons, figlio di Ilona Staller. Ecco cosa è successo…

ROMA – Momenti di tensione in studio a Domenica Live tra Barbara D’Urso e Ludwig Koons, figlio di Ilona Staller e Jeff Koons. La conduttrice ha invitato in studio Cicciolina per commentare la sua recente condanna in primo grado per truffa all’assicurazione.
Ilona Staller è accompagnata dal figlio e dall’avvocato.

Barbara-DUrso-Ilona-Staller-e-Ludwig-Koons-Foto-da-videoA far scaldare gli animi e, in particolare, Barbara D’Urso sono le parole del giovane Ludwig Koons. Quando la conduttrice prende le distanze dall’affermazione della Staller secondo cui i giudici spesso sbagliano, il giovane Koons la attacca, riferendosi alla denuncia – poi archiviata – presentata contro la D’Urso dall’Ordine dei Giornalisti.
Barbara D’Urso cerca di spiegare la differenza tra le due situazioni, sottolineando la scorrettezza di quel “colpo”, ma Ludwig Koons le rende impossibile farlo.
La D’Urso tenta di rasserenare lo studio e riprendere la parola. Ma i toni progressivamente si alzano.
“Non voglio mettermi a discutere con un giovane che è stato educato diversamente da come ho educato i miei figli”, dice Barbara D’Urso al figlio di Ilona Staller.
Piccato, Ludwig Koons inizia a darle del “lei”.
“L’educazione non è dare del lei l’educazione è altra”, replica la D’Urso, che alla fine, seccata, cercando di riprendere l’intervista alla Staller, invita il figlio a lasciare lo studio qualora non abbia interesse ad assistere.
“Faccio entrare Arisa che è molto più divertente di questo teatrino orrendo?”, domanda.
Nel mentre, Ludwig Koons sottolinea come sia facile per la conduttrice non rispondere sulla questione della denuncia, visto che le basta “spingere un pulsante per avere gli applausi”.
Il pubblico protesta. La D’Urso chiede due minuti di silenzio. La situazione, però, è ormai irrecuperabile.
L’avvocato di Ilona Staller cerca di recuperare tempo e spazio per parlare della situazione della sua assistita. Impossibile.
Il danno è fatto. Barbara D’Urso chiama la pubblicità. E si ritorna in studio con il sorriso per una nuova storia. Senza Ilona Staller e il figlio.

Stefania Nobile, figlia di Wanna Marchi: “Soffro della stessa malattia della Marchesini”

Ospite con la madre del Maurizio Costanzo andato in onda domenica 6 novembre in una puntata dedicata proprio alle madri, Stefania Nobile, la teleimbonitrice figlia di Wanna Marchi, ha svelato un particolare molto delicato della sua vita, quello che riguarda la malattia. Si tratta dell’artite reumatoide, lo stesso male che ha portato recentemente alla morte Anna Marchesini.

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“Faccio i conti con questa malattia da anni. Non è molto conosciuta ma, purtroppo, se n’è parlato molto di recente”, ha spiegato la 52enne tornata a piede libero dopo aver scontato la condanna per truffa.
“Quando ho sentito della morte di Anna Marchesini è stato per me un duro colpo perché mi è stata sbattuta in faccia ancora una volta la mia malattia. Non è facile, ma lotto”. la madre Wanna Marchi ha raccontato quanto sia stata difficile per Stefania la vita in carcere: “Stava malissimo, veniva spesso ricoverata per le trasfusioni. Pesava 41 chili eppure la ammanettavano alla barella, con quattro guardie intorno”.

Kim Kardashian, ecco i dubbi sulla rapina e il nuovo profilo

Ridimensionare le uscite pubbliche e mostrarsi con meno ostentazione sui social. Questi i buoni propositi di Kim Kardashian dopo la rapina di cui è stata vittima a Parigi. E mentre gli amici cercano di starle accanto per rincuorarla, si moltiplicano i dubbi sul furto. Troppe cose non quadrano. Che sia stata una mossa pubblicitaria o una truffa all’assicurazione?

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I DEBITI DI KANYE WEST E IL FALLIMENTO DELLA GUARDIA DEL CORPO
Il rapper, marito della socialite, avrebbe 53 milioni di debiti: il furto sarebbe un modo per recuperare soldi dall’assicurazione? Del resto che la Kardashian abbia aperto la porta di notte a degli sconosciuti sembra parecchio strano. E che si trovasse sola lontana dalla sua guardia del corpo, lo è altrettanto. E proprio la guardia del corpo qualche mese fa avrebbe dichiarato il fallimento della sua agenzia di sicurezza per debiti milionari. Un buco nero nell’economia dell’azienda che si occupa della sicurezza di diversi vip e una falla ingiustificata la sua presenza in discoteca nella notte della rapina.

DAL 23 OTTOBRE TORNA IL REALITY DEI KARDASHIAN
Tra poche settimane tornerà in onda sugli schermi tv lo show che vede protagonista la famiglia di Kim. La rapina e la pubblicità intorno all’evento di cronaca potrebbe essere una perfetta mossa di marketing per accrescere l’interesse verso il programma. Del resto come tanti follower hanno scritto che motivo aveva di Kim di portarsi tutti quei gioielli senza alcun tipo di misura di sicurezza?

SILENZIO SOCIAL… MA QUANTO DURERA’?
Dopo la rapina parigina, Kia Kardashian è tornata a New York e non ha più postato scatti sul suo profilo social. Le è stato consigliato di ridimensionare i post per non mostrare sempre dove si trova e di non ostentare le sue ricchezze (il brillocco milionario era sempre in bella vista su Instagram): ma riuscirà la socialite a tenere a freno la sua smania di esibizionismo?

Edoardo Costa chiede scusa in tv: “Questi sono tutti gli errori che ho fatto….”

Edoardo Costa ha scelto gli studi di Domenica Live per raccontare la sua storia e chiedere scusa. Dopo diversi anni di assenza dallo schermo, Costa in sette anni ha subito tre processi, due penali a Varese per evasione fiscale, uno a Milano per truffa e per appropriazione indebita del denaro raccolto da una onlus per i bambini poveri.
Barbara D’Urso lo mette a suo agio, parlando della nuova fidanzata e ripercorrendo la sua carriera, incluse i lavori fatti insieme.

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Poi si arriva ai guai giudiziari, che tra 2008 e 2009 furono denunciati da Striscia a Notizia. Il “macello che hai fatto”, sintetizza la D’Urso. L’attore ammette di avere commesso degli “errori” nella gestione dei fondi dell’associazione.
“Siamo qui a discutere di quello che realmente ho fatto non di quello che all’inizio si supponeva”, racconta Costa. L’attore crea una onlus, coinvolge attori – anche Bruce Willis – e raccoglie fondi per costruire un asilo e far vaccinare i bambini. Dei 130mila euro raccolti, ai piccoli arrivano soltanto 20mila euro.
“Subito dopo quella situazione, c’erano solo supposizioni, nessun processo. I numeri che non tornavano con Striscia la Notizia erano comunque soldi che, come è stato poi verificato, entravano in nero, in contanti. Qualunque servizio legato al progetto lo pagavo in contanti, senza ricevute. I 7000 euro di cancelleria erano voci per giustificare i soldi spesi in contanti”.
Costa, secondo quanto riportato dalla D’Urso, è stato condannato per evasione fiscale, nonché truffa e appropriazione indebita per la stessa cifra di 205mila euro per cui è stato condannato per evasione.
“Quando arrivavano i soldi, io recuperavo le spese sostenute prima e mettevo da parte soldi per il progetto dopo”.
Costa però, in un evento, aveva detto di aver fatto 40mila vaccini.
“Era un numero simbolico, detto per raccogliere fondi. Io dopo tutto quello che è successo con Striscia la Notizia, ho mandato 45mila euro. Ho sbagliato, non dovevo parlare di vaccini. Era un modo di dire. La mia idea era fare tanti progetti uno dietro l’altro. Nei primi progetti, io non ho gestito i soldi, lo ha fatto una casa editrice. In quei primi, abbiamo raccolto 100mila euro e la casa editrice ha trattenuto le spese sostenute, tra 50/60mila euro e ha dato 50mila euro. Io non ho percepito un euro. Abbiamo costruito un asilo per i bambini, che ancora oggi funziona. Era il 2004”.
Senza Striscia la Notizia sarebbero arrivati poi i 45mila euro?
“Non quelli, li avevo già destinati a un progetto in Brasile. In appello sono stato assolto per l’aggravante di truffa e appropriazione indebita. Io quei 205mila euro li ho usati per pagare in nero per i progetti. Non per me. Non lo dico io, ci sono le prove”.
Costa ribadisce: “Io non ho mai rubato soldi ai bambini. Dalle indagini è emerso che avevo raccolto in tutto circa 600mila euro, se fai la somma di tutto quello che ho dato, 360mila euro nei vari progetti. Per i tre progetti sono stati spesi circa 200mila euro. I costi sono stati quantificati, per ogni progetto erano tra 90mila e 110mila euro. I soldi risultano spesi ma non ci sono le ricevute”.
Oggi Costa si sta ricostruendo una vita, affiancato dalla fidanzata Grace, ex-modella, con cui ha una relazione da 8 mesi.

“Vieni in chat su Skype che ci divertiamo”: ma l’esperienza hard si trasforma in un incubo

«Vieni in chat che ci divertiamo». Purtroppo quell’esperienza è finita con un incubo per un bellunese 40enne, finito nelle maglie della truffa cosiddetta “ivoriana”.Profili con foto di affascinanti ragazze che chiedono l’amicizia a uomini tra i quaranta e i cinquant’anni su Facebook, dichiarando di essere originarie del Nord America o dell’Europa.

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Dopo le confidenze e lo scambio di immagini intime, scatta sempre il ricatto, con un’operazione gestita da una vera e propria organizzazione di cyber-criminali soprattutto del Nord-Africa. Un copione che ha vissuto sulla sua pelle il 40enne bellunese che domenica pomeriggio ha chiamato, preso dal panico, la sala operativa della questura di Belluno. L’uomo voleva sapere come comportarsi di fronte a una estorsione: o pagava 3mila 500 euro o quella persona che aveva conosciuto su Facebook, avrebbe pubblicato, contattando tutti i suoi amici, il video osé registrato. Il consiglio ovviamente è quello di non pagare a andare a denunciare il fatto alla polizia postale che potrebbe risalire agli autori. «Si tratta – spiega Silvia Silvestris, commissario Capo della polizia di stato di Belluno – di un fenomeno criminale che non conosce confini ed è in costante aumento». Finire nella trappola è facile. Gli autori contattano le vittime attraverso chat e servizi di messaggeria o Facebook e la bella ragazza della foto profilo chiede un contatto Skype. È qui che inizia la truffa. Parte il video, una registrazione, dove si vede una ragazza provocante anche mezza nuda ma contemporaneamente la conversazione continua scrivendo messaggi. La truffatrice riesce a convincere l’uomo a mostrarsi in webcam in esibizioni sessuali o equivoche, che, a sua insaputa, vengono registrate. Appena la sexy-interlocutore “ottiene” il video scatta l’estorsione.