Luigi Di Maio e Silvia Virgulti non stanno più insieme

Dopo tre anni d’amore, storia al capolinea per Luigi Di Maio e Silvia Virgulti che fanno sapere resteranno amici. “Da oltre un mese la nostra relazione sentimentale è finita, ma siamo rimasti in ottimi rapporti”, ha reso noto il candidato Premier del Movimento 5 Stelle. “Ci siamo lasciati liberi di vivere ognuno la propria vita. Questo significa volere bene, cioè volere il bene dell’altra persona” ha aggiunto la Virgulti.

C_2_articolo_3109346_upiImageppIncalzato dai giornalisti che hanno notato l’assenza di Silvia al fianco di Di Maio nella sua ultima trasferta milanese, il vicepresidente della Camera ha confermato la fine della loro relazione iniziata circa tre anni fa grazie a una collaborazione della Virgulti, esperta di comunicazione televisiva, ex collaboratrice delle ambasciate statunitensi e canadesi, con il Movimento 5 Stelle. Conosciuto Di Maio, di dieci anni più giovane, i due hanno iniziato a frequentarsi fino a condividere lo stesso tetto (di lei) a Trastevere. Ora che tutto è finito entrambi chiedono si rispetti la loro privacy.

Caso vaccini, M5S: “Se sospendono Report giusto non pagare il canone”. Maggioni: “Mai pensato a chiusura”

«Bisogna impedire l’editto bulgaro del duo Renzi-Anzaldi contro Report. Il Servizio pubblico deve essere tale e dunque tutelare tutti i programmi di approfondimento e inchiesta. La selvaggia aggressione politica di queste ore che arriva a paventare la chiusura di Report nasconde dietro un disegno molto chiaro: avere una Rai che non fa informazione indipendente».

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Così i parlamentari 5stelle in commissione di Vigilanza Rai attaccano l’ex premier entrando a gamba tesa nella polemica per il servizio sul vaccino Hpv andato in onda lunedì sera. Dalla Rai, però, replica la presidente Monica Maggioni: «Nessuno ha mai pensato per un secondo di chiudere Report». Attacca il M5S: «È insopportabile come la politica creda di possedere la Rai, che invece è dei cittadini che pagano il canone. Un canone che non può essere corrisposto se la Rai smette di essere servizio pubblico». «Il MoVimento 5 Stelle – spiega Fico – è a fianco di chi fa informazione in maniera seria e indipendente, senza vivere di appartenenze e simpatie politiche. È questa la principale colpa di Report, che in queste ore è sotto attacco dei partiti che continuano a fare pressione per chiudere il programma. E al contempo provano a chiudere, addirittura prima del via, il portale web della Rai che dovrebbe essere affidato a Milena Gabanelli». «Il partito di Renzi cerca scuse per chiudere tutti quegli spazi che non accettano il pensiero unico. Danno a Report l’etichetta del M5S ma è un’idiozia. Il MoVimento non ha programmi suoi o giornalisti in quota, queste sono cose che fanno Pd e Forza Italia, forse per questo fanno confusione», rimarca il parlamentare 5 Stelle. «Report è una delle pochissime trasmissioni d’inchiesta che fa servizio pubblico, se la chiudono devono fare lo stesso con tutti gli altri programmi di approfondimento. E trasformino quindi la Rai in una vetrina di soap opera. Così la Rai non sarà più servizio pubblico. Se sospendono Report gli italiani sospendano il pagamento del canone». Lo afferma Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza Rai, in un post sul blog di Beppe Grillo. «Chiediamo a tutti i cittadini di sostenere Report – prosegue il pentastellato – perché l’Italia ha bisogno di un giornalismo indipendente che faccia informazione di qualità. Un giornalismo che indaga tutte le situazioni opache che hanno portato al salvataggio dell’Unità, così come agli affari di Roberto Benigni. Proprio Benigni qualche anno fa firmava un appello in favore di Report, adesso querela la stessa trasmissione perché ha fatto un’inchiesta su di lui. Questa è l’ipocrisia della sinistra salottiera che pensa solo ai propri interessi». «#SeSospendonoReport siamo pronti ad andare sotto viale Mazzini con un vero e proprio presidio se la Rai chiude Report. Sarebbe un atto eversivo inaccettabile. Gli italiani che amano la libertà d’informazione si facciano sentire: usate l’hashtag #SeSospendonoReport su Twitter per far sapere che ci siete. Difendiamo l’informazione!», è l’appello lanciato dal capogruppo M5S alla Camera. La replica della Maggioni: «Ho sentito le ricostruzioni più fantasiose. Nessuno ha mai pensato per un secondo di chiudere Report. Tanto per sgombrare il campo alle fantasie», ha detto la presidente Rai precisando che «il problema non è la chiusura di Report, ma bisogna rendersi conto che quando si dicono alcune cose sul servizio pubblico c’è un effetto dirompente e bisogna tenerne conto». «Non sempre – ha sottolineato – ci si ricorda quale è la forza delle cose che facciamo tutti i giorni. Questo è quello sui cui possiamo confrontarci, non il resto della scena che in questo caso non c’entra nulla».

Referendum, Renzi: “Se vince il no rischio governo tecnico”

«Il rischio di un governo tecnico c’è ma non dipende da me, sta a voi scongiurarlo con il sì». Così il premier Matteo Renzi a Torino per un’iniziativa pubblica a sostegno del si al referendum del 4 dicembre.

Referendum: Renzi, chance non ricapita per dire basta Casta

Renzi ha poi continuato a parlare del voto a Domenica Live: «Sai quante persone a cui sto antipatico voteranno Sì perché dicono che Renzi è meno importante della riforma costituzionale? Non è importante il partito ma finalmente rendere il sistema all’altezza delle sfide», ha spiegato. Dopo una campagna referendaria dai toni così accesi, si potrà ricucire? «Sì, ma certo. Dobbiamo smettere di parlare male degli altri. Mi accusavano di essere filo berlusconiano perché non attaccavo Berlusconi – ha aggiunto Renzi – Grillo ha detto che siamo ‘serial killer’, una ‘scrofa ferità. Ma il 5 dicembre l’Italia tutta insieme dovrà andare avanti. Secondo me è meglio se potrà andare avanti più veloce. Ma se resta così comunque si deve andare avanti insieme».