Flavia Vento derubata da un prete in albergo: “Mo spacco tutto”

Nuovo scherzo a “Le Iene Show”. La vittima designata questa volta è Flavia Vento, starletta della tv che da qualche anno è dedita a politica e religione. Nel corso della puntata di ieri sera è stato mandato in onda lo scherzo organizzato in un albergo dove la religione è molto considerata, facendo credere alla donna di essere madrina di un evento.

flavia-vento-immagine-copertinaFlavia Vento arriva in albergo e firma un contratto che prevede una penale in caso di partenza anticipata. Ogni volta che Flavia esce dalla camera, il finto prete attore entra nella stanza e ruba qualcosa dalla sua roba, a partire dal cappello, la carta igienica, lo shampoo e piano piano tutto il resto.
Inizia una serie di gag che si concludono quando Flavia scopre di essere stata derubata da un prete. Qualche imprecazione e l’amico Mitch, complice del programma, rivela alla donna dello scherzo.

Noemi, separazione da 6.000 euro: “Ma Berlusconi mi ha tranquillizzata”

Nel rispetto della clausola di riservatezza siglata in calce all’accordo di separazione con il marito Vittorio Romano, a cui intende ugualmente tener fede benché quelle cifre siano ormai di dominio pubblico, Noemi Letizia su un punto vuole fare chiarezza: «Per me non c’è neanche un euro. Tutto quello che Vittorio pagherà ogni mese è solo ed esclusivamente per i nostri due figli».

c676bf23-d0cb-4736-b74e-61a76b1d657e_mediumNiente per lei, Noemi?
«No. Il mio mantenimento non è previsto».

Come mai?
«Sono due le ragioni».

Quali?
«La prima è che pur di chiudere questa storia quanto prima e nella maniera più serena possibile, ho scelto di fare così altrimenti mi avrebbero fatto una guerra senza pari. La seconda è che sono giovane e capace di mantenermi da sola».

Ha già un lavoro?
«Me lo sto inventando».

Di che cosa si tratta?
«Ristorazione. Alla metà di novembre aprirò un locale, Mastri Pizzai, in piazza Bovio, sarà un vero e proprio tempio della pizza napoletana. Lo stesso che a Pasqua inaugurerò anche a Ischia, poi ho già in mente un paio di città del Nord».

Tutto da sola?
«No. Ho dei soci tra cui Antonio Siciliano che è già titolare del ristorante Zi Tore in viale Gramsci e del bar Napoli. Lavoreremo insieme, ci conosciamo da anni. L’ho rincontrato questa estate quando sono andata via da Cortina sapendo che con Vittorio era tutto finito. Antonio mi ha proposto questa avventura e ho accettato».

Lei di che cosa si occuperà?
«Ho disegnato il logo e sto lavorando alla campagna immagine. Poi sarò lì, è chiaro. Farò tutto quello c’è da fare: non posso sbagliare. Da quei locali dipenderà la mia vita futura».

Una domanda è inevitabile: i soldi per finanziare questa operazione dove li ha presi?
«Erano miei. Danaro che nel tempo avevo conservato più un contributo da parte di mio padre che per fortuna continua a sostenermi».

Naturalmente lo sa che già si dice che ad aiutarla è stato Berlusconi?
«Roba da ridere. Lo sport più diffuso, soprattutto in questa città, è quello di parlar male degli altri e fare insinuazioni di basso livello. Mi rendo conto che resto sempre un ottimo argomento anche se ormai sono anni che conduco una vita lontana da quel mondo».

A proposito di «quel mondo»: Berlusconi lo ha sentito?
«Io no. Mio padre sì».

Suo padre ha parlato con il cavaliere?
«Papà ha molto sofferto per questa storia, come è normale che sia per un genitore. Silvio lo ha rassicurato, gli ha detto tranquillo, ci sono passato due volte: sono cose che capitano, vedrai che poi tutto si metterà al meglio».

Più serena anche lei adesso?
«Me ne sto facendo una ragione. Ho capito che quando le cose non vanno meglio dividersi subito piuttosto che essere infelici tutta la vita».

Adesso che ha firmato l’accordo poi anche meglio…
«Di quello ho già detto che non posso parlare».

Lei no, ma Repubblica sì che ha pubblicato le cifre della vostra «consensuale». Nessun commento?
«No. Se non quello che in questi anni chi mi ha accusata di essermi sposata solo per interesse adesso dovrà ricredersi e magari anche chiedermi scusa: per me non c’è un centesimo e nessuno potrà dire il contrario. Senza contare che le cifre di cui si è parlato non sono manco quelle ma – ripeto – purtroppo non posso aggiungere altro».

Allora speriamo che le pizzerie abbiano successo.
«Certo, ci conto davvero, d’altronde le condizioni ci sono tutte. Altrimenti mi inventerò un’altra cosa. Senza lavoro non resto, non potrei più permettermelo».

Diceva che l’inaugurazione del primo locale è in programma alla metà di novembre. Francesca Pascale ci sarà?
«Non credo proprio. Non ci sentiamo da un po’. Ormai frequento un altro ambiente».

Però in occasione del battesimo di suo figlio andaste tutti ad Arcore. Un rapporto, almeno apparentemente, di grande affetto e cordialità tra di voi. Che cosa è cambiato?
«In quella occasione il mio ex marito aveva deciso che voleva scendere in politica e il tramite potevo essere solo io. Così andammo tutti lì. Da allora devo dire che la sua famiglia iniziò a essere molto più gentile con me».

Prima non lo era?
«Lasciamo perdere. Ormai è una storia chiusa, basta: guardo avanti e faccio finta di dimenticare. Quello che posso dirvi però è che presto scriverò un libro, l’ho già in mente e ho anche avuto più di una proposta. Un po’ di cose le racconterò lì».

E la politica? Il suo ex marito poi ci ha ripensato?
«Vittorio parla troppo, gliel’ho sempre detto. E in politica, quando si parla troppo, è facile bruciarsi. Non lo ha mai voluto capire».

Caso vaccini, M5S: “Se sospendono Report giusto non pagare il canone”. Maggioni: “Mai pensato a chiusura”

«Bisogna impedire l’editto bulgaro del duo Renzi-Anzaldi contro Report. Il Servizio pubblico deve essere tale e dunque tutelare tutti i programmi di approfondimento e inchiesta. La selvaggia aggressione politica di queste ore che arriva a paventare la chiusura di Report nasconde dietro un disegno molto chiaro: avere una Rai che non fa informazione indipendente».

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Così i parlamentari 5stelle in commissione di Vigilanza Rai attaccano l’ex premier entrando a gamba tesa nella polemica per il servizio sul vaccino Hpv andato in onda lunedì sera. Dalla Rai, però, replica la presidente Monica Maggioni: «Nessuno ha mai pensato per un secondo di chiudere Report». Attacca il M5S: «È insopportabile come la politica creda di possedere la Rai, che invece è dei cittadini che pagano il canone. Un canone che non può essere corrisposto se la Rai smette di essere servizio pubblico». «Il MoVimento 5 Stelle – spiega Fico – è a fianco di chi fa informazione in maniera seria e indipendente, senza vivere di appartenenze e simpatie politiche. È questa la principale colpa di Report, che in queste ore è sotto attacco dei partiti che continuano a fare pressione per chiudere il programma. E al contempo provano a chiudere, addirittura prima del via, il portale web della Rai che dovrebbe essere affidato a Milena Gabanelli». «Il partito di Renzi cerca scuse per chiudere tutti quegli spazi che non accettano il pensiero unico. Danno a Report l’etichetta del M5S ma è un’idiozia. Il MoVimento non ha programmi suoi o giornalisti in quota, queste sono cose che fanno Pd e Forza Italia, forse per questo fanno confusione», rimarca il parlamentare 5 Stelle. «Report è una delle pochissime trasmissioni d’inchiesta che fa servizio pubblico, se la chiudono devono fare lo stesso con tutti gli altri programmi di approfondimento. E trasformino quindi la Rai in una vetrina di soap opera. Così la Rai non sarà più servizio pubblico. Se sospendono Report gli italiani sospendano il pagamento del canone». Lo afferma Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza Rai, in un post sul blog di Beppe Grillo. «Chiediamo a tutti i cittadini di sostenere Report – prosegue il pentastellato – perché l’Italia ha bisogno di un giornalismo indipendente che faccia informazione di qualità. Un giornalismo che indaga tutte le situazioni opache che hanno portato al salvataggio dell’Unità, così come agli affari di Roberto Benigni. Proprio Benigni qualche anno fa firmava un appello in favore di Report, adesso querela la stessa trasmissione perché ha fatto un’inchiesta su di lui. Questa è l’ipocrisia della sinistra salottiera che pensa solo ai propri interessi». «#SeSospendonoReport siamo pronti ad andare sotto viale Mazzini con un vero e proprio presidio se la Rai chiude Report. Sarebbe un atto eversivo inaccettabile. Gli italiani che amano la libertà d’informazione si facciano sentire: usate l’hashtag #SeSospendonoReport su Twitter per far sapere che ci siete. Difendiamo l’informazione!», è l’appello lanciato dal capogruppo M5S alla Camera. La replica della Maggioni: «Ho sentito le ricostruzioni più fantasiose. Nessuno ha mai pensato per un secondo di chiudere Report. Tanto per sgombrare il campo alle fantasie», ha detto la presidente Rai precisando che «il problema non è la chiusura di Report, ma bisogna rendersi conto che quando si dicono alcune cose sul servizio pubblico c’è un effetto dirompente e bisogna tenerne conto». «Non sempre – ha sottolineato – ci si ricorda quale è la forza delle cose che facciamo tutti i giorni. Questo è quello sui cui possiamo confrontarci, non il resto della scena che in questo caso non c’entra nulla».

“Magnàmose tutto”, Canale 5 festeggia i 30 anni del Bagaglino

Domenica 26 febbraio, in seconda serata, Canale 5 propone lo spettacolo teatrale “Magnàmose Tutto”, dal Salone Margherita di Roma. Una serata speciale dedicata ai 30 anni in tv del Bagaglino, storico varietà di Pier Francesco Pingitore. Il Bagaglino, con il suo mix di cabaret, soubrette, musica, canzoni, satira politica e imitazioni, a partire dal 1987 ha dato il via a un genere imitato e di grande successo.

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Dalla meravigliosa cornice del Salone Margherita di Roma, storica location, sfileranno alcuni dei protagonisti di uno show che è entrato a pieno titolo nella storia della televisione italiana.
Nella serata speciale, con l’attenta guida del regista e autore Pier Francesco Pingitore, tra i protagonisti sul palco troveremo Valeria Marini e Pamela Prati (che sono state le primedonne di ben 8 e 9 spettacoli), Martufello e alcuni tra i comici/imitatori più amati del Bagaglino tra cui Mario Zamma, Carlo Frisi, Demo Mura e Morgana Giovannetti. Quest’ultima ha debuttato sul palco del Salone Margherita da bambina, imitando Giulio Andreotti.
Naturalmente, anche in questa serata speciale, la satira politica la farà da padrona, attraverso i protagonisti del momento tra cui Donald Trump, Virginia Raggi, Beppe Grillo e moltissimi altri.

Trump dà il dress code, Melania toglie i tacchi

Mentre negli Stati Uniti e nel mondo continuano le polemiche nei confronti di Donald Trump, il presidente americano vola al caldo della Florida per il weekend.

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E’ proprio del fine settimana l’ultima provocazione che riguarda il tycoon. Secondo il sito Axios, Trump avrebbe imposto alle sue dipendenti di “vestirsi da donna” che, nel linguaggio dell’ex organizzatore di Miss Universo, si tradurrebbe in minigonne e tacchi alti. Al grido di #DressLikeAWoman la protesta social non si è fatta attendere con attrici, cantanti, militari, medici, giudici e sportivi che hanno postato le loro immagini in uniforme.

Sanremo, la sindaca Raggi all’Ariston: ma c’è il trucco…

Le imitazioni sanremesi di Virginia Raffaele hanno sempre spiazzato le previsioni della vigilia e dunque le indiscrezioni vanno valutate con cautela. Ma da qualche ora sul web ne circola una particolarmente ‘ghiottà perché legata sull’attualità politica: l’attrice starebbe preparando uno sketch sanremese nei panni del sindaco di Roma, Virginia Raggi.

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Tra i primi a twittare sull’argomento il giornalista e conduttore radiofonico Pierluigi Diaco: «Fibrillazioni in ambienti Rai per la probabile imitazione di Virginia Raggi da parte di Virginia Raffaele», scrive Diaco. La notizia non trova al momento alcuna conferma né nell’entourage della Raffaele né negli ambienti Rai. E d’altronde già nei giorni scorsi era stata attribuita alla Raffaele un’altra ipotesi di imitazione a sfondo politico ma internazionale, quella di Melania Trump. La verità è che l’attrice sta provando in gran segreto il suo intervento sanremese e ne sarebbero informati solo i suoi più stretti collaboratori che mantengono un assoluto silenzio sull’argomento. E le prove riguarderebbero più di un personaggio, tra cui sceglierà poi solo al fotofinish quello da portare sul palco dell’Ariston.

Elena Morali e Renzo Bossi, è di nuovo amore: esplode la passione a Milano

Ritorna l’amore fra Elena Morali e Renzo Bossi, figlio di Umberto, fondatore della Lega Nord.

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I due avevano avuto una love story nel 2014 e poi le loro strade si erano separate ma ora “Diva e donna” li ha sorpresi insieme a Milano mentre passeggiano dopo una cena a base di sushi e poi si scambiano un bacio.
Un ritorno al passato dopo la delusione della Morali per la mancata convocazione all’Isola dei Famosi e l’addio di Renzo alla politica dopo lo scandalo che l’ha coinvolto.

Elisa Isoardi: “Pronta alle nozze con Matteo Salvini”

Si dice pronta alle nozze Elisa Isoardi, compagna di Salvini che parla per la prima volta della sua relazione con il leader della Lega. Dopo i “tre giorni fantastici, molto intensi” trascorsi con una coppia di amici a Mosca, in un’intervista rilasciata al settimanale ‘Oggi’, la conduttrice televisiva si racconta.

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“Amo le tradizioni, ma non sono un’integralista. Le nozze arriveranno quando sarà il momento giusto – premette Isoardi – mi sposerei se dovessimo aspettare un figlio. Ecco, il momento giusto potrebbe essere l’attesa di un erede”. “Ho 34 anni e la voglia di un figlio è quanto di più naturale esista – prosegue la conduttrice – Io ho sempre dato la priorità al mio lavoro, alla mia carriera. Ma quando trovi la persona giusta la tua vita si colora di altre emozioni e di altre aspettative. E la costruzione di una famiglia è di solito il progetto per eccellenza delle coppie innamorate”.
Poi confessa di aver già scelto il luogo “la mia Colletto di Castelmagno, tra le ridenti valli piemontesi”, l’abito color avorio e il menu nuziale “semplice e coi sapori del posto, bagna caùda compresa”. Tutto pronto per “quando Matteo me lo chiederà”.

Melania Trump batte gli stilisti detrattori

Sul proprio profilo Instagram, lo stilista di Dolce & Gabbana ha postato un ringraziamento pubblico a Melania Trump, per aver indossato un loro abito in occasione del Capodanno in Florida. Apriti cielo! Una marea incontrollabile di commenti è piovuta sul post, cui sono seguiti articoli sui giornali stranieri. Ciò che in Italia può sembrare solo un semplice e furbo ringraziamento, ha assunto le vesti di un endorsement politico, con tanto di ipotesi di scelta in occasione della cerimonia per il mandato presidenziale del marito.

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Il perché di questo clamore mediatico va ricercato nel fatto che moltissimi stilisti hanno dichiarato di non voler vestire la nuova First Lady. Un’opposizione sostenuta a suon di interviste e pubbliche prese di posizione .La più agguerrita sostenitrice del boicottaggio di Melania Trump è senza dubbio Sophie Theallet, stilista francese che ha vestito numerose volte in passato Michelle Obama: con una lettera sui social network ha esposto la propria posizione, basata sull’inaccettabilità delle frasi razziste del neopresidente, per lei che è un’immigrata.
Se la clintoniana Diane von Furstenberg aveva esortato il Concilio della Moda Americana ad “abbracciare la diversità, avere ampie vedute”, la lista degli “anti Melania” è davvero lunga: Marc Jacobs, Derek Lam, Tom Ford, Phillip Lim, Carol Lim e Humberto Leon di Kenzo. Tutti convinti che la linea politica di Donad Trump sia incompatibile con i loro valori.
Insomma il guardaroba di Melania Trump continua a far notizia.
A spegnere in qualche modo il fuoco ci pensa la first lady stessa: la miliardaria ed ex top model Melania Trump acquista da sola gli abiti che indossa, senza dover chiedere favori a nessuno. Basta aprire il portafoglio.
Ha scelto e comprato personalmente il tubino nero da 3 mila euro di Dolce & Gabbana di questo Capodanno, la camicia pussy-bow Gucci da 800 euro del secondo dibattito Trump-Clinton, la tuta nera Ralph Lauren da 1.700 euro del terzo dibattito, l’abito bianco Roksanda da 1.900 euro del proprio discorso e probabilmente così farà per tutto il mandato presidenziale del marito. In buona pace dei suoi detrattori.

Melania Trump veste Dolce & Gabbana, polemica sul web: “Tutti ma non lei!”

Mancano solo 16 giorni all’Inauguration Day, quando Donald Trump farà il suo ingresso ufficiale alla Casa Bianca, eppure, lontano dalle stanze dei bottoni, c’è una questione che da qualche giorno tiene banco Oltreoceano. Chi sarà lo stilista che vestirà Melania Trump? Una polemica apparentemente superficiale, ma che serpeggia da qualche mese tra gli addetti ai lavori, visto che sono molti i designer internazionali che hanno deciso di sabotare lo stile dell’ex modella.

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Dalla stilista francese Sophie Theallet, che ha lanciato un appello ai colleghi invitandoli a non vestire Melania Trump, fino a Tom Ford, uno dei creativi più iconici d’America, che ha rivelato di non avere intenzione di proporre le sue creazioni alla first lady. E poi c’è chi sceglie di andare controcorrente, ringraziando pubblicamente la first lady americana per aver indossato un abito della propria collezione. Come Stefano Gabbana, che qualche giorno fa ha postato sul suo profilo Instagram la foto di Melania con indosso un tubino nero firmato Dolce & Gabbana: “Grazie Melania Trump” ha scritto lo stilista, usando l’hashtag #DGWoman. La first lady per la festa di Capodanno a Palm Beach, in Florida si era infatti presentata con un tubino nero da cocktail impreziosito da due nastri gioiello sulle spalline, realizzato dal duo creativo.
Un post che in poche ore ha collezionato oltre 1.200 commenti e 13mila like, scatenando al tempo stesso l’ira di molti utenti. Alcuni hanno definito lo stilista un “ignorante”, altri non hanno usato mezzi termini: “Davvero avete scelto di vestire Melania Trump? – scrive qualcuno – Mi risulta che i princìpi del marito siano quasi del tutto incompatibili con i vostri”. Un commento cui fa eco quello di un altro utente: “Tutti ma non lei”. E ancora: “Stefano dovresti sapere che le nostre elezioni hanno diviso il paese – si legge sotto il post – Molti gay, donne e altre minoranze temono la legislatura che spazzerà via le nostre libertà”. “Per fortuna ho smesso di comprare D&G tanti anni fa” commenta stizzito qualcun altro, mentre c’è anche chi prende le parti dello stilista: “Ma cosa c’entra la politica con la moda??? – si legge ancora – È solo una donna che ha scelto un abito meraviglioso, come tutta la collezione D&G”. “Sei un grandissimo uomo e un grandissimo stilista @stefanogabbana – scrive un altro – lascia perdere chi ti critica in modo meschino”.