Noemi fuori di seno a Sanremo, scollatura vertiginosa

La cantante romana si è esibita sul paco di Sanremo durante la terza serata indossando un abito nero dalla scollatura davvero profonda.

3536420_0039_policy_21.9846258_1518132662 (1)E prima che cominciasse a cantare, “Non smettere mai di cercarmi”, facendo un inchino di saluto al pubblico l’abito ha mostrato parte del seno della cantante.
La regia ha subito staccato l’inquadratura, spostandola su Claudio Baglioni e Pierfrancesco Favino, che stavano per annunciarla.

Scollature a Sanremo: vince la “V”

Su Michelle Hunziker e sulle quattro donne in gara si è concentrata gran parte dell’attesa per quanto riguarda il look. Loro, consapevoli, hanno fatto del loro meglio: nella gara di seduzione sul palco dell’Ariston, non sono mancare le scollature degne di nota.

C_2_box_54196_upiFoto1FLa prima di Michelle Hunziker, profondissima, a “V”, strepitosa, subito bissata dalla stessa forma dell’abito di Annalisa, ha fatto temere il tris per la Vanoni. Per fortuna, Ornella ha puntato su una scollatura ampia ma non esagerata, sfoggiata con stile. La V si ritrova sull’outfit di Noemi, ma non è stato il punto che ha attratto l’attenzione.

Michelle Hunziker non delude nemmeno con gli altri abiti, spaziando dalla spallina sottile allo scollo all’americana, alle spalle nude dell’ultimo bellissimo outfit, firmato Armani Privé. Sceglie il taglio a cuore Nina Zilli con dettaglio monospalla e Sabrina Impacciatore, dolce e delicata con abito rosso.
Nella gallery il detaglio del décolleté e il nome dello stilista.

Noemi, separazione da 6.000 euro: “Ma Berlusconi mi ha tranquillizzata”

Nel rispetto della clausola di riservatezza siglata in calce all’accordo di separazione con il marito Vittorio Romano, a cui intende ugualmente tener fede benché quelle cifre siano ormai di dominio pubblico, Noemi Letizia su un punto vuole fare chiarezza: «Per me non c’è neanche un euro. Tutto quello che Vittorio pagherà ogni mese è solo ed esclusivamente per i nostri due figli».

c676bf23-d0cb-4736-b74e-61a76b1d657e_mediumNiente per lei, Noemi?
«No. Il mio mantenimento non è previsto».

Come mai?
«Sono due le ragioni».

Quali?
«La prima è che pur di chiudere questa storia quanto prima e nella maniera più serena possibile, ho scelto di fare così altrimenti mi avrebbero fatto una guerra senza pari. La seconda è che sono giovane e capace di mantenermi da sola».

Ha già un lavoro?
«Me lo sto inventando».

Di che cosa si tratta?
«Ristorazione. Alla metà di novembre aprirò un locale, Mastri Pizzai, in piazza Bovio, sarà un vero e proprio tempio della pizza napoletana. Lo stesso che a Pasqua inaugurerò anche a Ischia, poi ho già in mente un paio di città del Nord».

Tutto da sola?
«No. Ho dei soci tra cui Antonio Siciliano che è già titolare del ristorante Zi Tore in viale Gramsci e del bar Napoli. Lavoreremo insieme, ci conosciamo da anni. L’ho rincontrato questa estate quando sono andata via da Cortina sapendo che con Vittorio era tutto finito. Antonio mi ha proposto questa avventura e ho accettato».

Lei di che cosa si occuperà?
«Ho disegnato il logo e sto lavorando alla campagna immagine. Poi sarò lì, è chiaro. Farò tutto quello c’è da fare: non posso sbagliare. Da quei locali dipenderà la mia vita futura».

Una domanda è inevitabile: i soldi per finanziare questa operazione dove li ha presi?
«Erano miei. Danaro che nel tempo avevo conservato più un contributo da parte di mio padre che per fortuna continua a sostenermi».

Naturalmente lo sa che già si dice che ad aiutarla è stato Berlusconi?
«Roba da ridere. Lo sport più diffuso, soprattutto in questa città, è quello di parlar male degli altri e fare insinuazioni di basso livello. Mi rendo conto che resto sempre un ottimo argomento anche se ormai sono anni che conduco una vita lontana da quel mondo».

A proposito di «quel mondo»: Berlusconi lo ha sentito?
«Io no. Mio padre sì».

Suo padre ha parlato con il cavaliere?
«Papà ha molto sofferto per questa storia, come è normale che sia per un genitore. Silvio lo ha rassicurato, gli ha detto tranquillo, ci sono passato due volte: sono cose che capitano, vedrai che poi tutto si metterà al meglio».

Più serena anche lei adesso?
«Me ne sto facendo una ragione. Ho capito che quando le cose non vanno meglio dividersi subito piuttosto che essere infelici tutta la vita».

Adesso che ha firmato l’accordo poi anche meglio…
«Di quello ho già detto che non posso parlare».

Lei no, ma Repubblica sì che ha pubblicato le cifre della vostra «consensuale». Nessun commento?
«No. Se non quello che in questi anni chi mi ha accusata di essermi sposata solo per interesse adesso dovrà ricredersi e magari anche chiedermi scusa: per me non c’è un centesimo e nessuno potrà dire il contrario. Senza contare che le cifre di cui si è parlato non sono manco quelle ma – ripeto – purtroppo non posso aggiungere altro».

Allora speriamo che le pizzerie abbiano successo.
«Certo, ci conto davvero, d’altronde le condizioni ci sono tutte. Altrimenti mi inventerò un’altra cosa. Senza lavoro non resto, non potrei più permettermelo».

Diceva che l’inaugurazione del primo locale è in programma alla metà di novembre. Francesca Pascale ci sarà?
«Non credo proprio. Non ci sentiamo da un po’. Ormai frequento un altro ambiente».

Però in occasione del battesimo di suo figlio andaste tutti ad Arcore. Un rapporto, almeno apparentemente, di grande affetto e cordialità tra di voi. Che cosa è cambiato?
«In quella occasione il mio ex marito aveva deciso che voleva scendere in politica e il tramite potevo essere solo io. Così andammo tutti lì. Da allora devo dire che la sua famiglia iniziò a essere molto più gentile con me».

Prima non lo era?
«Lasciamo perdere. Ormai è una storia chiusa, basta: guardo avanti e faccio finta di dimenticare. Quello che posso dirvi però è che presto scriverò un libro, l’ho già in mente e ho anche avuto più di una proposta. Un po’ di cose le racconterò lì».

E la politica? Il suo ex marito poi ci ha ripensato?
«Vittorio parla troppo, gliel’ho sempre detto. E in politica, quando si parla troppo, è facile bruciarsi. Non lo ha mai voluto capire».

Morgan e i retroscena di X Factor: “La verità sul mio addio al talent”

“Hanno avuto paura della verità. Non sono una persona che indora le pillole e questo non piace”. Morgan parla del suo addio a “XFactor”: “Però sono nel Guinness dei primati – ha dichiarato a “Vanity Fair” – come il più grande vincitore di talent show al mondo.

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Ne ho vinti cinque su sette e gli artisti con cui ho vinto io sono gli unici che sono rimasti al di là del talent: Marco Mengoni, Noemi, Antonio Maggio, i Cluster. Il fatto che a me poi invece non interessi usare il canone del pop e preferisca cose più complesse è una mia scelta. Lo faccio perché posso”.
Nel programma nessun copione: “No, non c’è: c’è un format. I tempi più belli infatti sono stati i primi con Simona Ventura e Mara Maionchi perché era un Far West. Ecco, siccome non si sapeva bene come farlo l’abbiamo fatto come ci pareva. Oggi ogni tanto uno mi veniva a dire: “bisogna fare così”. L’avevo fatto così io l’anno prima a istinto e adesso ecco che era diventata una regola, ma io alle regole non ci sto, le cose devono andare sempre avanti altrimenti si perde mordente”.