Cannelle: “Negli anni 90 ero il sogno proibito degli italiani, ma ho detto troppi no. Oggi coltivo olive”

“Alla fine degli anni 80 e nei primi anni 90 grazie alla pubblicità delle caramelle Morositas ero diventata il “sogno proibito” degli italiani.

cannelle-minNel 1994 Pippo Baudo mi portò con lui sul palco dell’Ariston per presentare il Festival di Sanremo. Ma poi il mondo dello spettacolo mi ha girato le spalle, forse proprio perché ho detto di no a tante persone importanti, ma non me ne pento”. A raccontare la sua storia Helena Viranin, modella e showgirl conosciuta come Cannelle, che oggi coltiva olive in Liguria, ma negli anni 90 era un sex symbol: “Non vorrei entrare nei dettagli – ha fatto sapere a Spy- dico solo che ora coltivo le olive perché non sono mai scesa a compromessi e non ho ceduto alle avances di persone che pensavano di avere il potere di ottenere tutto quello che volevano. Non mi sono mai venduta, se l’avessi fatto forse sarei ancora in tv”.

C_2_articolo_3122228_upiImageppOggi è cambiata (“Non c’è più quella Cannelle ingenua che credeva a tante promesse e anche a qualche favola. Ho pagato tutti i conti con la vita. Oggi c’è una Cannelle più matura che può giudicare, può dire la sua, può esprimersi come preferisce. Non rinnego la televisione. Molte volte neanche riesco a guardarla perché finisco col pensare che dietro ogni spettacolo possano esserci una serie di compromessi che non mi piacciono”), ma non dimentica il passato: “orse sono più felice oggi. C’è stato un momento molto bello di grande ribalta, di successi, di popolarità. Non ci sono state soltanto le Morositas, ma anche il Festival di Sanremo, le prime serate in Rai e molto altro. La vita è fatta di tanti momenti. Alcuni sono particolarmente clamorosi, ma ci sono anche quelli in cui ci si tira da parte. Come dice la Bibbia, c’è un tempo per ogni cosa. In questo momento non sono alla ribalta, ma sono comunque serena”

Alessandra Mussolini contro il rapper di origini ghanesi: “Tu stai qua e gli italiani in strada”

Litigio in televisione tra Alessandra Mussolini e il rapper ‘Bello figo’. “Vattene via, voi state qui e invece i nostri italiani sono in mezzo alla strada”, le parole dell’europarlamentare davanti alle telecamere di Rete 4 della trasmissione ‘Dalla vostra parte’ condotta da Maurizio Belpietro.

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La Mussolini ha avuto un’accesa discussione con il ventiquattrenne ghanese diventato popolare su Youtube per le canzoni in cui descrive la condizione degli immigrati in Italia.
“Tramite le canzoni cerco di difendermi, sono delle provocazioni a chi non la pensa come me”, ha spiegato il rapper, “Nessuno la pensa come lei”, ha ribattuto la Mussolini, “Uno che fa così è da prendere a calci perché è una provocazione ai cittadini italiani”.

Panama Papers, anche Barbara D’Urso tra gli italiani coinvolti? Ecco la sua risposta

Anche Barbara D’Urso nel caso Panama Papers? Secondo quanto afferma il settimanale l’Espresso nel numero in edicola venerdì prossimo 8 aprile, il nome della presentatrice tv di Mediaset risulterebbe tra gli italiani citati nell’archivio dello studio legale Mossack Fonseca.

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Un caso che rappresenta la più grande fuga di notizie della storia della finanza: la D’Urso, secondo l’Espresso, risulterebbe amministratrice della società Melrose street ltd., registrata alle Seychelles 10 anni fa. Da parte di Barbara arriva però una secca smentita, per bocca del suo avvocato Enrico Adriano Raffaelli, dello studio legale Rucellai&Raffaelli di Milano. “La sig.ra Barbara d’Urso, informata alcuni giorni fa dell’inchiesta condotta da L’Espresso, aveva diffidato formalmente a mezzo del proprio legale tale settimanale dal divulgare notizie che apparivano lacunose e gravemente lesive della sua immagine – si legge nella nota degli avvocati – La sig.ra d’Urso, in particolare, nella lettera inviata aveva chiarito a L’Espresso che: la società in questione era stata aperta ai fini di un’operazione immobiliare che la Sig.ra d’Urso intendeva compiere all’estero; tale operazione non si era poi concretizzata; la società era conseguentemente sempre rimasta inattiva; la società era stata ufficialmente chiusa nel 2012″. “Nella diffida si rilevava, pertanto, che la funzione cui era destinata la società e la non attualità dei fatti in questione rendeva del tutto illegittima sotto ogni profilo la loro divulgazione da parte del L’Espresso, vieppiù in un contesto in cui la posizione della sig.ra d’Urso sarebbe stata strumentalmente ed in modo suggestivo accostata a condotte totalmente diverse, attuali e molto gravi, se non persino illecite”, si legge ancora. “L’Espresso, a dispetto dei chiarimenti forniti dalla sig.ra D’Urso e della diffida inviata, non solo ha ritenuto di pubblicare la notizia, ma ha conferito alla stessa una particolare enfasi, qualificando suggestivamente nel titolo come “affari off-shore” quella che invece era, molto semplicemente, una società che non è stata mai operativa e che è stata chiusa da alcuni anni ufficialmente ed in piena trasparenza, tutte circostanze ben note all’Espresso e tuttavia volutamente ignorate al solo fine di diffondere una notizia mediaticamente appetibile”. “In questa situazione la sig.ra d’Urso deve riservarsi ogni azione nelle competenti sedi per tutelare la propria immagine e vedere riaffermata la verità dei fatti rispetto al gravissimo danno arrecatole dalla condotta posta in essere da L’Espresso”.